TAVOLINO RIETVELD

DESCRIZIONE

Le forme geometriche che vanno a creare un tavolo: il Tavolino Red And Blue di Gerrit Thomas Rietveld è il risultato. Una base rotonda, due rettangoli come piedistallo e un quadrato come piano: i singoli elementi vengono incastrati in modo sapiente, per creare un oggetto che possiede una forma unica nello spazio. La scelta dei colori rosso e blu rispetta il progetto originale di Rietveld (che utilizza solo colori primari) per un tavolo che è anche una scultura nel legno.

QUALITA' E MATERIALI

Il legno è l’unico materiale utilizzato nel Tavolino Red and Blue di Rietveld: ma il genio del designer e la lavorazione di alta qualità lo rendono comunque speciale. Gli incastri fra i vari pezzi del tavolo sono effettuati con una lavorazione artigianale, in modo da rispettare il progetto originale e allo stesso tempo ottenere un tavolo solido ed equilibrato. La laccatura del legno contribuisce a renderlo bello e resistente all’uso quotidiano.

Struttura in legno laccato

UTILIZZO

Il fascino del Tavolino Red and Blue di Gerrit Thomas Rietveld è innegabile: le forme geometriche disegnano nello spazio una figura che sembra in un equilibrio impossibile. Lo stile unico e moderno fa di questo tavolino un classico irrinunciabile per un salotto moderno o per un elegante ufficio. L’abbinamento con la Poltrona Red and Blue o con la sedia Red and Blue completano alla perfezione il tavolino di Rietveld.

VARIANTI

Nel rispetto del progetto originale il Tavolino Red and Blue di Rietveld è disponibile solamente con struttura in legno laccato nei colori originali rosso e blu

Misure: 50 x 50 h 60 

IL PARERE DEL DESIGNER

Impossibile non notare il Tavolino Red and Blue di Rietveld: dalla scelta delle forme e dal loro abbinamento traspare la geniale capacità del designer di manipolare le forme per ottenere un nuovo concetto di tavolo, elegante e moderno.

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268,00 € + IVA

Gerrit Rietveld

Gerrit Thomas Rietveld nacque a Utrecht nel 1888 e, ancora bambino, si trasferì con la famiglia in Poortstraat, dove il padre aprì un laboratorio di falegnameria. Compiuti gli studi elementari, Gerrit iniziò a lavorare nella bottega paterna, ma dopo pochi anni, il desiderio di avere un’educazione artistica lo spinse a ritornare sui banchi.
Negli anni 1904-08 seguì corsi presso il Museo di Arts and Crafts di Utrecht e dal 1906 frequentò anche il corso di architettura nell’atelier di P. J. Klaarhamer (1874-1954), da cui apprese molto sulle arti figurative e plastiche, la filosofia e la letteratura.
Nel 1911 Rietveld sposò Vrouwgien Hadders (1883-1957). La famiglia crebbe rapidamente; nel 1917 la coppia si trasferì in Adriaan van Ostadelaan, dove Gerrit, all’età di ventinove anni, aprì il suo atelier.
Nel 1919 incontrò il pittore Theo van Doesburg e l’architetto J. J. P. Oud e aderì al movimento De Stijl, fondato due anni prima con la pubblicazione della rivista eponima.

Nel 1921 avviò una fruttuosa collaborazione con la signora Truus Schröder-Schräder, che continuò, senza interruzioni, per oltre quaranta anni. Nel 1924 progettarono a quattro mani la casa Schröder su Prins Hendriklaan, che divenne negli anni a seguire il manifesto costruito dell’architettura De Stijl. La casa diede a Rietveld una vasta notorietà internazionale.
Nel 1928 fu tra i membri fondatori del CIAM (Congresso Internazionale di Architettura Moderna), e partecipò al I Congresso che si tenne a La Sarraz (Svizzera). Seguirono anni di intensa attività progettuale, con la realizzazione di opere importanti.

Per più di quindici anni (1942-58) Rietveld si occupò anche di insegnamento presso l’Accademia di Belle Arti de L’Aja e, a seguire, all’Accademia di Architettura di Amsterdam.
Finita la seconda guerra mondiale, gli anni della ricostruzione lo ebbero fra i protagonisti. All’attività di architetto e urbanista aggiunse quello di sapiente allestitore di mostre e di progettista di spazi espositivi. Restano memorabili le esposizioni De Stijl 1917-1928, che allestì per il Museo Stedelijk a Amsterdam (1951) e per il Museo d’Arte Moderna (MoMA) a New York nel 1952.

Nel 1958 fu la sua città natale a dedicargli la prima retrospettiva allestita presso il Centraal Museum. In quello stesso anno apparve la prima monografia in cui l’opera del “falegname” di Utrecht riceveva un riconoscimento internazionale.

Nel 1954 e nel 1963 arrivarono due onorificenze: Rietveld fu insignito cavaliere dell’Orde van Oranje-Nassau e gli fu assegnata la Silver City Medal dalla municipalità di Utrecht. Nel 1961 si associò con gli architetti J. van Dillen e J. van Tricht con cui firmò tutti i successivi progetti. Poco prima della sua morte, avvenuta il 25 giugno del 1964, Rietveld fu nominato membro onorario dell’Ordine nazionale degli architetti olandesi (B.N.A.) e ricevette la laurea honoris causa dalla Scuola di Architettura del Politecnico di Delft.

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