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La capacità di riflettere ad interi ambienti, in cui i vari elementi sono inquadrati fra loro a formare un unico, armonico insieme è ciò che Arne Jacobsen, architetto e designer danese, ha sempre comprovato nel corso della sua fortunata carriera.
Nato a Copenhagen, sin da bambino amava ritrarre la natura con massima precisione: la sua passione era la pittura.
Suo padre, commerciante, riteneva migliore la carriera di architetto, così Arne studiò alla Reale Accademia di Belle Arti di Copenhagen fino al 1927.
Dopo aver vinto un concorso nel 1929 per la casa del futuro e tre anni di praticantato in uno studio di architettura, decise di aprire nel 1930 un ufficio tutto suo a Hellerup, vicino Copenhagen.
Il suo primo progetto di sedia è del 1952: la "Ant", il cui nome deriva dalla vaga rassomiglianza con la sagoma della formica con la testa alzata, è composta da una seduta in legno impiallacciato ricoperto di lino, curvato per ottenere anche lo schienale; le tre gambe, in plastica nella prima versione e in acciaio tubolare nelle successive, esprimono concetti come minimalismo e leggerezza e offrono sostegno con scarso impaccio per i piedi.
Inizialmente disegnata per la casa farmeceutica danese Novo Nordisk, la Ant acquisì presto notorietà e permise a Jacobsen di sviluppare altri progetti di sedie.
Sedia Ant, 1952
La sedia più celebre (e più copiata) è la serie 7 del '55; simile alla Ant ma con quattro gambe anziché tre, e con lo schienale triangolare, invece che ellittico; la filosofia di Jacobsen era che un progetto poteva essere sempre migliorato, così studiò delle varianti, o meglio delle estensioni della numero 7, prevedendo rotelle, braccioli, piano di appoggio e vari tipi di rivestimenti: certamente la praticità accrebbe, a scapito però dell'estetica complessiva.